Associazione NATs

Presentazione Movimenti NATs

Il Movimento dei Nats e' un percorso iniziato negli anni '70 nel momento in cui educatori, ragazzini, studiosi e persone della comunita' hanno cercato di incontrarsi, porsi in ascolto e vedere insieme quali sono le necessita' e la realta' dei bambini e degli adolescenti lavoratori.

I Nats chiedono semplicemente di poter lavorare in condizioni degne qualora ce ne sia la necessita' o la volonta'. Dicono di smettere di confondere cio' che e' sfruttamento con cio' che puo' essere lavoro degno, ricordando che non e' il lavoro ad essere negativo in se' ma le condizioni in cui puo' essere svolto. Non vogliono obbligare nessuno a lavorare ma chiedono di poter esercitare liberamente tale diritto. Lottano per riappropriarsi di un concetto piu' ampio di lavoro, liberandolo dai vincoli prettamente economici che l'hanno schiavizzato, pur non negando l'importanza che un'attivita' economica ricopre per la sopravvivenza e la vita. Incontrano nella valorizzazione critica del lavoro uno strumento per riconquistare la propria autostima, come per costruirsi un'identita' sociale e individuale. Si dice appunto critica per ricordare che non e' assoluta ma parte da una realta' attuale e forte. Chiedono per questo di intervenire da piu' fronti riportando alla luce quelle che sono le cause del lavoro minorile, dello sfruttamento come della poverta'. Criticano sostanzialmente i meccanismi di squilibrio e di ingiustizia sociale che determinano lo sfruttamento e il dominio sulla vita delle persone, attraverso un'analisi costante della propria esperienza di vita.

I Movimenti sono basati sul criterio della rappresentanza e dell'organizzazione democratica, gestiti e diretti dagli stessi bambini e adolescenti, questo pero' non significa che l'adulto non sia presente. Anzi, rimane ed e' parte fondamentale di tutto il processo d'accompagnamento ed aiuta ad avviare e sviluppare le riflessioni senza pero' sovrapporsi alla partecipazione e alle decisioni dei singoli Nats e delegati.

Le attivita' proposte dai Movimenti puntano alla presa di coscienza dei propri diritti e alla loro difesa e rivendicazione, attraverso la pratica collettiva e le esperienze di cooperazione e di solidarieta'. Tramite alcune Istituzioni alle loro spalle, i Movimenti promuovono dei servizi di sostegno per i bambini che lavorano (mense, biblioteche, scuole con orari flessibili e metodologie educative alternative che consentano di praticare l'alternanza tra scuola e lavoro, case di accoglienza, assistenza e servizi sanitari, microimprese, percorsi di formazione per adulti e ragazzi) e laboratori produttivi. Il lavoro in condizione degne fornisce spesso anche un'alternativa a quei bambini che stanno tentando di uscire da situazioni di sfruttamento lavorativo o, alle volte, dalla vita di strada.

Questo cammino ha permesso e sta permettendo di sviluppare una coscienza sociale, civile e critica nei soggetti che lo animano. Affermare che il Movimento e' un processo significa avere la consapevolezza che, per essere tale, ci devono essere dei nuclei (i gruppi di base e i movimenti dei singoli paesi) che lo animano e lo articolano. Come dice Alejandro Cussiánovich: " Il Movimento in se' non esiste, se non nell'articolazione delle sue parti ”. Parlare di Movimento significa quindi parlare delle persone – bambini, adolescenti, giovani e adulti - che ne fanno parte e che credono nei principi che lo caratterizzano, cercandone un'applicabilita' quotidiana.

Dire che e' un processo che nasce dal basso, significa affermare che e' radicato nell'esperienza e nella concretezza delle persone che lo vivono. Significa ricordare che e' un cammino, uno spazio per dibattere, riflettere, confrontarsi cercando di far nascere alternative alla realta' presente.

I Movimenti dei bambini e adolescenti lavoratori sono presenti in molti paesi dell'America Latina, dell'Africa e dell'Asia. Scrivere qui queste "tre denominazioni geografiche” sembrerebbe quasi riassumere parte del mondo in due righe. Ovviamente non e' questa l'intenzione, ma e' solo per ricordare che i Movimenti dei Nats di cui si e' a conoscenza sono solidali tra loro nel portare avanti una proposta di cambiamento politico, pedagogico e sociale.

Attraverso la rappresentanza di un movimento mondiale, i NATs desiderano diventare parte dei movimenti sociali che lottano per un mondo piu' giusto, umano e degno. Uno dei concetti che desiderano condividere con questi movimenti e' riassunto nella frase che hanno scelto proprio come loro slogan: " Noi NATs del mondo non siamo parte del problema, ma della soluzione ”. Infatti l'obiettivo fondamentale di questo movimento mondiale sara' quello di garantire la rappresentativita' e il protagonismo dei piccoli lavoratori come forza sociale e politica che si batte contro ogni forma di esclusione e discriminazione in base a razza, etnia, casta, religione e genere e per il rispetto di tutte le popolazioni e dei diritti, in particolare dei bambini/e e adolescenti lavoratori.

Il movimento mondiale vuole lottare per far si' che l'organizzazione venga socialmente riconosciuta, perche' i piccoli lavoratori continuino a incontrarsi aiutandosi reciprocamente, si scambino informazioni e realizzino azioni per migliorare la propria situazione in ogni continente, nonche' per facilitare l'auto organizzazione dei vari gruppi.

I delegati insistono, nella dichiarazione finale scaturita dall'incontro di Milano (2002), perche' gli adulti, le autorita', le ONG, le organizzazioni regionali, internazionali e mondiali e la societa' intera riconoscano il loro movimento mondiale, li appoggino nel fortificarlo a ogni livello, e assicurino loro la possibilita' di partecipare e essere ascoltati nelle decisioni che li riguardano.

(a cura di Cristina Mattiuzzo e Benedetta Rossini)

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