Associazione NATs

Mostra fotografica

Mostra fotografica

BAMBINI AL LAVORO

SCANDALO O RISCATTO ?

Uno scorcio sui bambini e adolescenti lavoratori organizzati del Peru'.

Fotografie e testi di Benedetta Rossini

Materiale informativo mostra PDF
 


La mostra e' composta di 30 pannelli, dimensioni 30 x 40, stampe in bianco e nero.

La si puo' richiedere all'Associazione NATs tramite prenotazione. (Per vedere alcune foto della mostra clicca qui )

Per informazioni rivolgersi al 349/1474075 o scrivere all'email dell'associazione: associazionenats@libero.it -


Abbiamo chiamato questa sequenza di immagini "Bambini al lavoro, scandalo o riscatto? Uno scorcio sui bambini e adolescenti lavoratori organizzati del Peru'."

Le immagini sono state scattate in Peru' nel 2003, durante un'esperienza con il Movimento dei bambini e adolescenti lavoratori organizzati di Lima e provincia.

I Movimenti lottano per concretizzare e garantire i diritti sanciti dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia nella vita di tutti i giorni.

Le immagini raccontano solo parte delle storie di vita racchiuse in esse, ancora piu' significativo e' poter ascoltare direttamente le voci di quei ragazzini ritratti.

 

PER APPROFONDIRE

Si tratta effettivamente di uno scorcio, le immagini mostrano momenti di vita del movimento peruviano dei NATs, momenti di lavoro, momenti di svago, momenti durante i loro incontri.

Esse sono il pretesto per avvicinare chi guarda al dibattito, ora internazionale, inerente il lavoro minorile. E' come la bozza di un racconto, la traccia su cui iniziare a ragionare, un percorso che prosegue arrivando alla maggior parte dei paesi Latino Americani, Africani ed Asiatici.

I minori che lavorano esistono, qui, in Europa ed in ogni Paese. La legge pero' non li tutela, anzi li nasconde. Sotto i quindici anni non si puo' lavorare, cosi' che chi si trova nella situazione di farlo per dare un contributo alla comunita' di appartenenza o alla propria famiglia, per necessita' o anche per scelta, non e' tutelato. Spesso i minori che lavorano vengono considerati un problema risolvibile con l'abolizione del lavoro minorile, senza invece prendere in considerazione le cause che ne sono all'origine e ne tantomeno chiedendosi il perche tanti paesi versino in condizioni dove la poverta' e lo sfruttamento -non soltanto infantile- regnano.

La poverta' ed il lavoro vengono criminalizzati senza porre l'accento invece sulle condizioni in cui un individuo si ritrova a lavorare come a vivere: il lavoro minorile non e' negativo in se' ma sono le condizioni in cui e' svolto che lo possono rendere tale.

Esempio frequente di questa criminalizzazione e' il ruolo che la polizia assume trasformandosi non piu' in una figura di riferimento ed aiuto nel far emergere le situazioni di violenza e sfruttamento dei minori, ma in un corpo antagonista la cui funzione e' di cacciare i minori che lavorano dai loro luoghi, senza creare (in collaborazione con i governi e le altre organizzazioni) un'altra alternativa sostenibile. Molti di loro lavorano anche perche' ne hanno necessita' ed impedirgli di farlo in condizioni di sicurezza e di rispetto dei loro diritti (compreso quello ad un'educazione, alla partecipazione sociale ed alla salute) significa portarli ad altre forme di guadagno generalmente peggiorative, in orari in cui non si puo' essere scoperti quindi la notte, in luoghi ancora piu' nascosti e con sempre meno forme di tutela.

Una riflessione che e' importante fare e' cosa si considera lavoro minorile e cosa invece si considera sfruttamento del lavoro minorile. Per questo e' realmente importante rompere gli stereotipi ai quali ci rapportiamo continuamente e ridare alle parole il loro significato.

Su questo i movimenti dei bambini e adolescenti lavoratori sono estremamente chiari:

"Siamo contro lo sfruttamento del nostro lavoro, ma siamo a favore di un lavoro degno, con orari compatibili con la nostra educazione ed il nostro svago". -Kundapur, India, 1996-

"Richiediamo agli Organismi governativi, internazionali e multilaterali, una volonta' politica reale, in concordanza con gli strumenti giuridici internazionali, contro l'eliminazione di ogni attivita' illecita e/o delittuosa, come la schiavitu', la servitu', lo sfruttamento sessuale, la pornografia, il traffico di droghe e altre forme che attentano i diritti umani e che non possono essere confuse con la nostra concezione di lavoro infantile". Huampani, Peru', 1997-

Lo sfruttamento e l'abuso dei minori esistono ed essi vanno combattuti anche con l'aiuto degli strumenti giuridici che ogni paese dovrebbe attuare, parlare invece di lavoro minorile in condizioni dignitose e nel rispetto dei diritti dell'infanzia (in riferimento alla Convenzione delle Nazioni Unite del 1989) e' un altro discorso.

I Movimenti dei bambini e adolescenti lavoratori non chiedono che tutti i minori lavorino, ma che chi e' in condizioni di farlo per scelta o per necessita' lo possa fare in condizioni dignitose e tutelabili.

Personalmente e come Associazione NATs abbiamo iniziato a metterci in discussione ed ascolto attraverso l'incontro coi Movimenti e con le esperienze dei singoli minori lavoratori.

Cerchiamo allora di ascoltarli e capire cosa ci chiedono!

AllegatoDimensione
Opuscolo mostra.pdf179.1 KB

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