Associazione NATs

Approfondimento Rete ITALIANATs

La RETE ITALIANATs

Premessa

I diritti dei bambini, affermati nelle dichiarazioni di organismi internazionali e sanciti da accordi multilaterali, sono spesso disattesi nella realta'. Le cause di questa situazione sono da ricercare in una realta' economica che, in nome del profitto, mantiene ed accresce situazioni di poverta' e sfruttamento nelle quali i bambini sono l'anello piu' debole, e in atteggiamenti culturali che negano ai bambini il diritto di essere protagonisti delle scelte che li riguardano.

I rapporti economici e commerciali del mondo intero condizionano la vita delle persone e in molte nazioni la poverta' limita lo sviluppo e il benessere di bambini e adolescenti a tal punto che sono vedono costretti a lavorare per soddisfare i bisogni primari propri e dei famigliari.

Il lavoro minorile non e' una situazione isolata ma interessa tutti i continenti, anche quelli a piu' alto tasso di benessere economico, quando i governi e le istituzioni pubbliche non vogliono, o non riescono a garantire le necessita' primarie delle persone, e in molti casi i bambini e gli adolescenti lavoratori sono sfruttati e costretti a un lavoro non garantito e protetto.

Purtroppo non esistono realistiche possibilita' di cambiare sostanzialmente questa realta' in tempi brevi poiche' la dipendenza, l'oppressione, lo sfruttamento, la marginalita' non possono essere semplicemente rovesciati per diventare autodeterminazione, giustizia e partecipazione.

In queste situazioni, limitarsi a condannare il lavoro minorile e' inutile e puo' essere controproducente. I movimenti dei bambini e adolescenti lavoratori (NATs), chiedono invece di riconoscere che il lavoro, se rispettoso della dignita' dell'uomo ed adeguato all'eta', puo' permettere anche a loro di essere protagonisti della loro crescita e della loro vita.

Capire le motivazioni che portano al lavoro minorile puo' aiutare ad accostarsi al problema prescindendo da una logica occidentale, troppo critica, rigida e limitante, che vede da una parte i bambini, che devono vivere superprotetti, supertutelati, improduttivi, e dall'altra gli adulti, gli unici inseriti nel processo produttivo, e quindi in grado di essere dei protagonisti.

Vincere l'idea preconcetta del lavoro infantile solo come strategia di sopravvivenza famigliare, e' il modo per riconoscergli una valenza positiva, tenendo conto delle molteplici motivazioni del precoce inserimento nel mondo del lavoro: economiche, educative, culturali, soggettive.

I NATs dimostrano, con la loro esperienza, che il lavoro non serve solo per sopravvivere materialmente, ma ha anche una valenza sociale nel favorire lo sviluppo integrale della persona, nello stimolare i rapporti interpersonali e nel creare identita', cittadinanza e protagonismo, e puo' quindi diventare strumento di cambiamento di quelle stesse realta' di ingiustizia sociale che lo generano.

Per liberare queste potenzialita' e' necessario superare alcuni atteggiamenti culturali che sono la negazione del protagonismo infantile e adolescenziale: la cultura della proprieta' familiare per cui i figli sono proprieta' dei genitori; la cultura che vede l'infanzia solo come potenzialita' per il futuro, negando ai minori nell'immediato ogni diritto ad essere cittadini partecipi e protagonisti della propria vita; la cultura della pericolosita' delle nuove generazioni che vede nei bambini e nei giovani dei pericoli per l'ordine sociale dominante soprattutto se sono poveri e se rivendicano dei diritti.

 

Obiettivi

Sulla base di queste premesse nasce la Rete ItaliaNATs, che si pone i seguenti obiettivi:

Appoggiare qualsiasi iniziativa in sede nazionale e internazionale, che modifichi le linee politiche ed i programmi economici di governo in favore di una maggiore attenzione alla vita, all'educazione ed alla crescita psicofisica dei bambini e delle bambine, per una maggiore garanzia dei loro diritti, cosi' che abbiano l'opportunita' di scegliere se lavorare o no.

Lottare contro qualsiasi forma di sfruttamento e di prevaricazione nei confronti dei minori in qualsiasi tipo di cultura.

Promuovere il riconoscimento dell'autonomia e del protagonismo dei NATs.

Sostenere il diritto dei bambini e delle bambine di scegliere un lavoro dignitoso che permetta loro di frequentare regolarmente attivita' scolastiche adatte alle loro necessita'.

Promuovere un ampliamento del dibattito sul lavoro minorile a livello nazionale e internazionale ed essere portavoce, in Italia, del movimento dei NATs.

Operare affinche' i Nats possano essere riconosciuti quali interlocutori privilegiati nella definizione delle politiche che riguardano il lavoro minorile.

Criteri

L'adesione alla Rete comporta la piena condivisione di alcuni principi basilari che si rifanno alla Dichiarazione di Huampani', Lima (Peru'), agosto 1997 e alla Carta di Dakar (Senegal), marzo 1998 sottoscritte dalle organizzazioni dei bambini, delle bambine e degli adolescenti lavoratori.

In particolare:

- riconoscere il protagonismo del bambino, della bambina e dell'adolescente lavoratore come soggetto sociale, economico, giuridico e il suo diritto a partecipare, attraverso le sue organizzazioni, al disegno delle politiche sociali e delle norme legali che lo riguardano;

- riconoscere il diritto del bambino, della bambina e dell'adolescente lavoratore, per necessita' o per scelta, ad una condizione di lavoro degno, non sfruttato, e ad una legislazione che lo protegga;

- riconoscere il diritto del bambino, della bambina e dell'adolescente ad una politica educativa volta ad una articolazione tra istruzione e lavoro al fine di veder garantita la possibilita' di frequentare regolarmente la scuola anche ai bambini, alle bambine, agli adolescenti che lavorano;

- riconoscere al bambino, alla bambina ed all'adolescente lavoratore il diritto di opinione e di associazione consacrati nella Convenzione Internazionale dei Diritti del Bambino, attribuendo personalita' giuridica alle loro organizzazioni;

- riconoscere il diritto dei movimenti dei bambini, delle bambine e degli adolescenti lavoratori organizzati ad essere consultati e ascoltati, nei dibattiti e nelle decisioni riguardanti la loro situazione, dagli organismi internazionali che si occupano della tematica: in particolare dall'Oil (Organizzazione Internazionale del Lavoro).


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